Home Repertorio W.A.Mozart - Sinfonia n°29 in LA magg. K201
W.A.Mozart - Sinfonia n°29 in LA magg. K201 PDF Stampa E-mail

La sinfonia n. 29 in la maggiore K. 201 (K6 186a) rappresenta un
felice momento creativo del periodo che vede Wolfgang Amadeus
Mozart a Salisburgo negli anni 1770-1780. Mozart inserirà la
composizione in un volume contenente altre nove opere che
dovevano essere eseguite a Vienna in alcuni concerti per
sottoscrizione.
Nella sinfonia l'organico è ancora contenuto, come in tutte le
sinfonie giovanili, ma l'architettura è molto elaborata e si
articola, come il modello viennese, in quattro movimenti.
Mi è sempre piaciuto in modo particolare, nelle battute iniziali
della sinfonia, la parte del secondo violino che, a differenza di
viole, celli e basso, non ha funzione armonica ma rappresenta la
voce interiore, drammatica, in contrasto con la parte del primo
violino che è più elegante e leggera. Le due voci non vivono un
contrasto ma si compenetrano creando un particolare clima
espressivo.
Per questo motivo, in esecuzione, tendo quasi a mettere più in
risalto il secondo violino, almeno nelle prime otto battute, e
nelle quattro successive ad usarlo per incalzare la linea del
primo violino verso il crescendo e il forte; non un semplice
raddoppio per terze e seste ma un pungolo che letteralmente
spinge verso il forte di battuta 13.
Questa idea può apparire peregrina, ma trovo all'interno della
sinfonia altri piccoli momenti simili a questo: per esempio dalla
batt. 37 sempre tra primo e secondo violino, nel finale del
secondo  movimento (ultime quattro battute), oppure all'inizio
del minuetto dove il secondo svolge funzione affermativa nei
confronti del primo, ed infine nel secondo tema del quarto
movimento dove c'è un ribaltamento di ruoli e il primo violino,
ancorato ad un si altalenante tra il la# e il do#, sembra
tarpare le ali alle aspirazioni melodiche del secondo che non
riesce ad esprimersi oltre le tre battute di una melodia
cadenzante.  
Partendo da questi elementi costruisco il mio percorso espressivo
della sinfonia, che prevede anche una particolare attenzione agli
oboi e ai corni, soprattutto nel secondo movimento, la ricerca del
tempo giusto in particolare nei movimenti primo e quarto e infine
la giusta tensione espressiva negli sviluppi, ricchi di giochi
contrappuntistici che non sono affatto esibizione delle possibilità
imitative degli elementi tematici ma tasselli compositivi con
intenzione a volte timbrica, a volte drammatica.

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